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13
Apr
Sociale&Dintorni: ad Aquileia si è parlato di economia sostenibile
AQUILEIA – “Per uscire da questa crisi, che io non considero tale, ma un punto di svolta, abbiamo bisogno di un umanesimo planetario e per concretizzarlo dobbiamo puntare a un pacifico cambiamento multilocale nella direzione dell’economia sostenibile”: è quanto ha detto Dipak Raj Pant intervenendo a una conviviale ad Aquileia promossa da Andrea Beltrami e Riccardo Romanzin di Formteam presenti una trentina di imprenditori e manager friulani con anche l’assessore provinciale al turismo udinese, Franco Mattiussi, e Daniele Damele che ha moderato la serata.
Pant, docente di antropologia e sistemi economici comparati e coordinatore dell’Unità di studi interdisciplinari per l’economia sostenibile all’Università Cattaneo di Castellanza (VA), è definito il “guru” per lo sviluppo economico sostenibile a livello mondiale. Originario del Nepal, ma con esperienze attuate “in tutti gli ecosistemi della terra”, Pant non ha dubbi: “per vivere un nuovo Rinascimento in Italia bisogna ripartire dai piccoli centri, dalle zone periferiche”. Sarà per questo che il suo nuovo progetto, illustrato ad Aquileia, s’intitola: “Terre di cuore”.
Ma ecco non la ricetta (“non sono un economista e quelli che sento li giudico negativamente”), ma l’indicazione per il futuro: “abbiamo la possibilità di mirare a un’economia sostenibile, duratura, serena e salubre che precluda il declino. Innanzi tutto dobbiamo capire – ha spiegato il professore – che questa è una crisi di carattere politico e psicologico, ma il momento è fertile e fecondo, ideale per costruire un nuovo modello economico visto che quello attuale è al capolinea”. Per il docente “oggidì ci si sofferma troppo solo su come affrontare il nodo degli interessi del debito pubblico senza prendere atto che sono tragicamente fallite sia l’utopia del comunismo sia l’ambientalismo che congela la realtà sino a farla marcire”.
Cosa fare allora? “Mettersi gli occhiali dell’ideal-pragmatismo, ripartire dalla nostra storia e pianificare strategicamente il futuro. Dobbiamo dire ai nostri giovani che non si è di successo se si è furbi o cattivi, ma salvare loro e noi stessi dal precipizio del cinismo facendo vincere cuore e realismo”. Dopo aver definito il mondo universitario “non all’altezza di questo Paese che merita molto di più”, Pant ha fortemente insistito sulla riscoperta dell’Uomo affermando che “il prossimo Rinascimento sarà quello che parte dal riconoscere gli altri e l’Italia è, ancora una volta, all’avanguardia del mondo perché sarà qui che si creerà la nuova tendenza, poi gli altri ci seguiranno per cui non dobbiamo aver paura”.
Pant ha evidenziato come “nessuna città italiana è uguale all’altra, il nostro è un Paese policentrico con, purtroppo, istituzioni pubbliche centralizzate che provocano un sistema autobloccante, contraddizioni e depressioni”. Per uscirne “occorre dare responsabilità locali e lasciar fiorire ciò che emerge limitandosi, al centro del Paese, a un mero raccordo, non a un comando”. Per Pant “l’Italia è lo Stato delle civiltà, è, nonostante questo Stato centralista, uno dei 10 grandi del mondo. Può caratterizzarsi oggi per un mutamento positivo e radicale che parta dal tessuto reale locale”. In questo ottica sarà realizzato “Terre di cuore”, ovvero immaginando il futuro con una veduta di lungo raggio con prospettive strategiche ampie. Un progetto che si basa soprattutto sull’imprenditore (“il proletariato con la partita Iva”) in quanto “è l’unica categoria seria che non ha deluso ed è da lui che ci giunge la speranza”. Pant ha sottolineato che “gli imprenditori sono curiosi e vivaci e hanno una cultura interiore profonda. Oggi hanno responsabilità ulteriori a causa del fallimento di tutte le altre categorie, dai politici ai docenti che non vivono la realtà quotidiana pur pretendendo di insegnarla”. Da ultimo un monito sul danaro: “è un pessimo padrone, ma un ottimo servitore, il profitto va bene, ma non a tutti i costi perché alla fine per una vita ok non resta che puntare sui valori”.
Il professor Pant ha anche tenuto, a Palmanova, una lectio magistralis, sempre promossa da Formteam, sul tema della sostenibilità dello sviluppo delle aziende nel territorio con oltre 150 imprenditori e manager friulani.





