
Successo della Rassegna 2025 “Scienza & Sport” a Esperienza Europa
Il 15 Dicembre scorso, presso la Sala Conference “Europa Experience David Sassoli” di Piazza Venezia a Roma, si è svolto un convegno su argomenti quali “il fair play”, “doveri e diritti degli educatori sportivi, “sport libero, oratori, specializzazione sportiva”, “l’importanza del movimento per la salute”, “allenare le capacità cognitive per migliorare i risultati scolastici e sportivi”.
A moderare l’incontro il giornalista/scrittore Dott. Pierluigi Grande, il quale ha aperto l’incontro ringraziando i presenti e ricordando l’importanza del progetto, diretto soprattutto ai giovani.
Il Prof. Antonio MUSARO’ (docente dell’Università “La Sapienza” e membro dell’Istituto Pasteur – Italia” ha evidenziato l’importanza dello sport, come indicato da Ippocrate secoli addietro, oltre a quella della biologia molecolare per l’organismo.
Il Prof. Leonardo CALO’ (cardiologo, medico sportivo e Primario di Cardiologia del Policlinico Casilino), autore del libro “Vivere senza età”, con studi e ricerche ha esplorato il mondo della ricerca in materia di longevità, definendolo un “mondo molto complesso in cui si indica tutto ed il contrario di tutto”, ricordando i suoi viaggi in Giappone, in California (Lomalinda), in Sardegna (Perdasdefogu), in Cilento, in Puglia ed in Sicilia; nei luoghi da lui visitati ha notato alcuni elementi che potrebbero essere alla base della longevità quali mangiare prodotti a km 0 (frutta, verdura, ortaggi e legumi) che combattono efficacemente rischi di malattie vascolari e neoplasiche. Ha definito nel suo intervento “magici” alimenti come spezie, aglio, cipolle rosse e pomodoro ed ha considerato il soffritto un “medicinale”, al pari del pesto fatto in casa, dell’olio d’oliva e la frutta secca che riducono la mortalità vascolare del 30% ed ha ricordato come le noci (che peraltro richiamano la forma di un cervello) combattano la demenza. Altro elemento fondamentale è risultato essere il movimento al quale le popolazioni studiate hanno dovuto ricorrere per procurarsi il cibo ma anche per ballare perchè gli stessi popoli hanno un profondo senso di socialità. Ricordando altresì come la sarcopenia che porta con sè scarso equilibrio e conseguente rischio di cadute, ha invitato a camminare nei parchi, nei boschi, nelle campagne e vicino al mare. Ha elogiato le persone longeve perchè “restano bambine” per la voglia di vivere e di scoprire continuamente, senza avere la rigidità che talvolta accompagna l’adulto, dal canto suo incapace di adattarsi al cambiamento, cosa che può portare anche all’arterosclerosi o all’Alzheimer, in conclusione di intervento ha invitato a mettersi continuamente in discussione perchè ciò può solo fare bene.
Il Dott. GRANDE ha ricordato l’operato del Dott. Vincenzo ZACCHEO, sindaco di Latina dal 2002 al 2010, il quale, a sua volta, ha parlato dei suoi sforzi, per portare a Latina delle facoltà della Sapienza (medicina ed economia), passo fondamentale per la successiva realizzazione della cittadella universitaria, da lui tanto agognata, risultato straordinaria in una città con meno di 100 anni di storia. In conclusione di intervento ha anche ricordato la sua condizione di socio sostenitore UNICEF.
Il Dott. Simone FABIO (Responsabile Nazionale Area Centro “Evolution Programme”) ha ritenuto in premessa fondamentale profondere ogni sforzo per rinforzare l’attività degli educatori nel territorio, dando vigore all’empatia, ricordando che secondo le statistiche un bambino su 2, fra i 3 e 10 anni, è un tesserato FIGC e pensando alla grandissima responsabilità degli educatori stessi, a prescindere dalla costruzione del campione. Ha definito il calcio una “fonte di trasmissione di valori” con l’obiettivo di creare ambienti di approfondimento, in cui il giudizio è solo una valutazione che si adatta alla crescita dei ragazzi, senza concentrarsi sulle aspettative. Ha propugnato la capacità di adattarsi a ciò che succede, sapendo che solo con gli errori si possono aumentare le capacità, mentre il sano agonismo aiuta a perfezionare se stessi ed ha parlato di stress positivo, se finalizzato ad aumentare le capacità, sottolineando la necessità di condividere fatiche, emozioni e sconfitte in totale sicurezza, sotto una guida sì tecnica, ma anche in grado di accompagnare i ragazzi verso la vita che verrà.
Il Dott. Giuseppe PIETROCINI ( Responsabile Tecnico CFT – FIGC) ha evidenziato il rischio per il ragazzo di incorrere in difficoltà a capire ciò che vuole perchè può restare in qualche modo vittima del tecnico che ne orienta le scelte, pertanto si rende necessario un clima sereno ed inclusivo.
Il Dott. Ettore MENDICINO, ex calciatore professionista ed in collaborazione con l’Evolution Programme, ha sottolineato la necessità per i ragazzi di diventare uomini, ritenendo particolarmente pericoloso preparare solo campioni perchè dopo la carriera sportiva inizia la vita e da lì possono nascere problemi di ansia e di depressione con identificazione unilaterale nel senso dei risultati ottenuti, mentre possono sorgere veri e propri guai nel tenere il focus sui soli risultati. Ha ritenuto l’etichetta come centro gravitazionale, tanto che quando si incontra una persona le si chiede cosa fa nella vita e non come stia, ad esempio ed ha indicato questo come un problema culturale.
Il Dott. GERINI (atleta olimpionico membro LABWS) ha evidenziato gli interessi fortissimi delle federazioni ed ha sottolineato il rischio che i genitori vedono nei figli dei potenziali fuoriclasse che “magari portano i soldi a casa” con conseguenti rischi da stress per autofocalizzazione, invitando quindi i ragazzi “ad aprire la scatola con tutti i colori, non solo con alcuni” e citando la frase di Erich Fromm “l’essere nasce per esprimersi, non per diventare bravo in qualcosa”; ha altresì portato ad esempio il caso di Michael Phelps, nuotatore plurimedagliato alle Olimpiadi, divenuto oggetto di studi in quanto, dopo aver smesso, si era troppo identificato nel nuoto, tanto che in allenamento insultava la madre che lo aveva costretto a nuotare per avere visibilità e riavere quanto perso da ragazza. Nel suo intervento ha ricordato altri casi di atleti finiti in depressione, persone realmente anestetizzate dallo sport, ricordando che la sconfitta è un insegnamento e non un disastro cosmico.
E’ stata poi proiettata la clip del brano “Vola, ragazzo” del Maestro Alberto LAURENTI.
Si è poi proceduto alla premiazione del Prof. CALO’, in partenza per altra sede, il quale ha ricordato i suoi trascorsi calcistici prima di intraprendere la carriera medica, evidenziando la necessità del colpo di genio che ha portato alla scoperta del DNA, simile a quella di un dribbling che fa vincere una partita.
Il Prof. MUSARO’ ha chiesto alla classe politica ogni sforzo possibile per permettere ai cittadini di socializzare e di praticare attività motoria, definendo “farmacia ideale” quella che si trova nel corpo umano e ricordando come le ore trascorse davanti ad un personal computer limitano l’attività fisica in modo molto pericoloso. Ha centrato il suo intervento anche sul fatto che l’inattività è un problema che riguarda non solo la terza età, ma anche i più giovani, pertanto occorrono corretti stili di vita.
Il Dott. Simone BORRI ha evidenziato come l’uomo abbia il controllo della mente in una misura non superiore al 5-6%, portando ad esempio un fumatore che non riesce a smettere pur consapevole del rischio di ritrovarsi con un cancro ai polmoni. Ha parlato di “fase educativa”, ha invitato i ragazzi a dividere 4 ore libere fra play station e lettura di un libro, di qualsiasi argomento esso sia ed ha espresso timore per il fatto che qualche fuoriclasse possa trasformarsi – suo malgrado – in una macchina. In conclusione dell’intervento ha indicato due essenziali linee guida: 1) imparare a riconoscere le proprie potenzialità, citando alcune esperienze personali che lo hanno portato alla laurea in psicologia, fino a sentirsi uno “Sherlock Holmes del dolore”; 2) cercare la propria identità e non quella altrui, potenziandola attraverso sofferenza e allenamento.
Il Dott. ZACCHEO ha ricordato di essere stato firmatario di una proposta di legge costituzionale per Roma Capitale, ritenendo che Roma, in quanto capitale, debba avere un Governatorato e un Ministero a parte, come del resto già avviene in altre capitali europee. Ha evidenziato come l’attenzione verso gli altri, in particolare verso chi soffre, lo abbia portato ad interessarsi concretamente di politica, rammentando in proposito quanto la mancanza di continuità amministrativa abbia penalizzato Latina con ben 3 commissariamenti straordinari, sottolineando le difficoltà dei giovani a confrontarsi con loro pari età. Da ex allievo salesiano ha ricordato di aver istituito un capitolo di bilancio apposito per gli oratori ed al termine del suo discorso ha reclamato una maggiore attenzione verso entità fondamentali quali scuola e famiglia.
Il Dott. GERINI ha evidenziato frequenti casi di genitori che hanno impedito ai figli di volare perchè volevano imporre i loro canoni, influenzandone il percorso di formazione e di crescita, ringraziando la pallanuoto che lo aiutato a sentirsi libero, in modo particolare urlando e guidando la difesa, coprendo il ruolo di portiere. Invita i ragazzi a mostrare il coraggio di dire ai genitori “sono pronto a fare questa determinata cosa anche se voi mi indirizzate verso altro”, citando il caso di ragazzini aizzati dai genitori stessi con aspettative stratosferiche, oltre al film “Il maestro” in cui un maestro di tennis lo diventa anche di vita.
Dopo le premiazioni del Dott. ZACCHEO, del Dott. PIETROCINI e dell’Istituto di Istruzione Superiore “Vittorio Veneto – Salvemini” di Latina nella persona della Prof.ssa Maria Paola GUADAGNI e la proiezione di una clip che ricorda la frase “questione di centimetri” pronunciata da Al Pacino nel suo iconico discorso nel film “Ogni maledetta domenica” (titolo originale Any Given Sunday, 1999), dove l’attore statunitense interpreta l’allenatore Tony D’Amato, spiegando che la differenza tra vittoria e sconfitta nella vita e nello sport si gioca su piccolissimi margini, giustappunto quei centimetri che si guadagnano lottando duramente, un passo alla volta, per ottenere il successo, frase trasformatasi in un famoso monologo motivazionale citato in vari contesti, a sottolineare che la perseveranza nei dettagli fa spesso la differenza, il Dott. GRANDE ha chiuso il convegno, dando appuntamento ai prossimi incontri tematici.
Pasquale Di Mattia
PassioneSport.tv