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Mar

Editoriale di Pierluigi Grande.Finalmente si riparte dalla tecnica individuale…FIGC, rivoluzione nel calcio giovanile.

Tecnica, formazione e sinergia al centro del nuovo progetto FIGC.
Partecipare a incontri illuminati fa sempre piacere. Ieri si sono accese le luci sulle prossime nazionali di calcio. Saranno sempre più di un azzurro acceso…
Si riparte dalla base. Sarà contento il mio amico e illuminato Franco Ianich: dall’alto dei cieli avrà lavorato anche lui per regalare questo tocco d’arte alle menti che governano il calcio. A Franco Ianich dedicherò il mio terzo libro, attualmente in lavorazione e in uscita a breve, dal titolo fortemente voluto da lui: 70/30. Scoprirete perché…
Da menestrello di questo magico sport ho avuto l’onore di raccontare due epoche del calcio e di conoscere da vicino, grazie al mio lavoro nelle “botteghe” del giornalismo, gli attori di un’epoca ancora precedente, la terza: quelli che da bambino collezionavo nelle figurine e che poi sono diventati allenatori e commentatori.
Ho sempre sentito dire che il talento non esiste. Non si nasce “imparati” in nulla. Esistono, piuttosto, attitudini legate alla coordinazione neuromuscolare e doti che madre natura può concedere, come un sistema fisiologico adatto alla resistenza e all’atletismo. Ma tutto va allenato e costruito tecnicamente. Sono argomenti trattati anche nella nostra Scienza&Sport.
Lo abbiamo detto più volte: mancano le polisportive. L’azione polifunzionale è determinante per costruire il patrimonio motorio dei bambini. Servono tante ore di gioco libero e coordinato, guidato da un prete all’oratorio o da un allenatore, ma libero da eccessivi tatticismi.
La vera vittoria degli allenatori delle giovanili, in qualsiasi sport, è la crescita cognitiva e neuromotoria del bambino e poi tecnica. E a questo aggiungiamo la crescita sociale, fondamentale per la vita. Qualcuno riuscirà a colmare il gap della nazionale, ma tutti potranno ambire a diventare campioni nello sport e nella vita.
P.S. Non dimentichiamo che gli allenatori vanno formati e che a loro deve essere riconosciuto un giusto stipendio. Del resto, hanno il compito di formare gli attori principali di un vero e proprio “circo industriale”.
Devono essere formati non solo tecnicamente, ma anche nella comunicazione: saper comunicare bene facilita ogni processo di apprendimento nei futuri calciatori, campioni nella vita e, per alcuni, anche nello sport.
Un plauso al Presidente Gravina e un in bocca al lupo alla squadra illuminata: Viscidi, Perrotta e Zambrotta.

News:
La FIGC apre una nuova fase per il calcio giovanile italiano e lo fa con un progetto tecnico ambizioso, pensato per rinnovare profondamente la formazione dei talenti azzurri.
A guidare questa trasformazione sarà Maurizio Viscidi, nominato direttore tecnico, affiancato da due campioni del mondo 2006: Simone Perrotta e Gianluca Zambrotta. Il loro compito sarà definire nuove linee guida per l’attività di base, con l’obiettivo di creare un sistema più coordinato ed efficace.
Un modello più integrato
Il nuovo assetto si ispira ai modelli già adottati da diverse federazioni europee. Tre le aree principali – formazione, attività giovanile e scolastica, squadre nazionali – che lavoreranno sotto un’unica regia tecnica e gestionale. Anche Club Italia manterrà la propria autonomia, ma opererà in stretta sinergia con la nuova struttura.
A spiegare le ragioni della riforma è il presidente Gabriele Gravina:
“Abbiamo individuato diverse criticità nel nostro sistema. A differenza di altre federazioni, in Italia questi settori operavano separatamente. Vogliamo creare un percorso unitario che valorizzi davvero il talento italiano”.
Sinergia con i club e attenzione all’età biologica
La federazione punta a lavorare in collaborazione con i club, che restano centrali nello sviluppo dei giovani calciatori. L’obiettivo non è sostituirli, ma supportarli con strumenti innovativi.
Tra le novità più interessanti, l’introduzione di un algoritmo basato sull’età biologica e non solo su quella anagrafica, per evitare penalizzazioni nei confronti dei ragazzi nati negli ultimi mesi dell’anno.
Tecnica al centro: meno tattica, più qualità individuale
Il cuore del progetto è chiaro: riportare la tecnica individuale al centro della formazione.
Viscidi sottolinea la necessità di invertire una tendenza ormai radicata:
“Stiamo dando troppo spazio al risultato e alla tattica. Nei settori giovanili bisogna invece sviluppare le capacità tecniche dei ragazzi. La tattica, spesso, finisce per mascherare lacune individuali”.
Formazione dai 5 ai 12 anni e crescita a 360 gradi
Il focus principale riguarda la fascia d’età tra i 5 e i 12 anni, considerata cruciale per lo sviluppo sia sportivo che umano. Il progetto prevede anche un forte investimento nella formazione degli allenatori, con corsi gratuiti e aggiornamenti obbligatori prima del conseguimento delle licenze.
Perrotta evidenzia anche l’importanza educativa del calcio:
“La federazione deve pensare non solo ai futuri professionisti, ma a tutti i bambini. È fondamentale trasmettere valori etici e morali oltre alle competenze tecniche”.
Zambrotta aggiunge:
“Vogliamo introdurre nuove metodologie e costruire un percorso condiviso che migliori davvero l’attività di base”.
Nuovi centri e sviluppo territoriale
Il progetto prevede inoltre una riorganizzazione dei Centri Federali Territoriali e delle Aree di Sviluppo, con l’obiettivo di rafforzare il legame con i club e avvicinarsi ai modelli più evoluti già presenti in Europa.

Pierluigi Grande
Direttore redazione PassioneSport.tv- GWWorld Magazine – Coordinatore Rassegna Scienza&Sport