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Set

A Savona torna la Champions League a distanza di 10 anni.

Riceviamo da Pasquale Di Mattia e pubblichiamo.

A Savona torna la Champions League a distanza di 10 anni. L’ultima apparizione del sodalizio biancorosso nella massima competizione per club risale giustappunto al 2011. In quell’occasione il “sette” guidato da Andrea Pisano, attuale allenatore dell’Imperia, perse la qualificazione a seguito del pareggio 11-11 contro il Mladost Zagreb, tuttavia quell’eliminazione non fu un gran danno poiché il Savona andò a vincere l’Euro Cup, omologa pallanotistica dell’Europa League del calcio.

Per gli uomini guidati da Alberto Angelini, savonese DOC, storica bandiera del Club, oltre che allenatore della nazionale juniores, l’urna ha riservato come avversari AZS Warszawa (Polonia), Montpellier (Francia), Primorac Kotor (Montenegro), Terrassa (Spagna) e Vitoria Guimaraes (Portogallo), il regolamento prevede il passaggio al turno successivo delle prime quattro squadre e ciò rende molto più che probabile la qualificazione di Savona, Montpellier, Primorac e Terrassa.

Savona è una delle piazze storiche della pallanuoto italiana nel rispetto della miglior tradizione ligustica, anche quest’anno la filosofia della società biancorossa è caratterizzata dalla scelta di un mix fra atleti più esperti (Bruni, Campopiano, Fondelli, Molina e Rizzo) e ragazzi provenienti dall’inesauribile vivaio locale. Il mercato condotto dal club di Corso Colombo per questo campionato è stato essenzialmente conservativo visto che si è registrato l’arrivo dell’imperiese Niccolò Rocchi, reduce da un campionato all’Ortigia Siracusa.

Il primo avversario in ordine di tempo sulla strada dei ponentini è il Vitoria Guimaraes, allenato da Vitor Macedo. I bianconeri sono la massima espressione pallanotistica della pallanuoto lusitana e costituiscono l’ossatura della stessa nazionale. Come avviene spesso in Portogallo, il Vitoria è compreso in una polisportiva che ricomprende al suo interno vari sport come calcio, basket, ciclismo e molti altri.

Il calendario ha poi previsto per il Savona l’AZS Warszawa, sezione pallanotistica dell’ateneo della capitale polacca; il sette “biancoverde” è debuttante assoluto in Champions, dopo aver vinto in maniera inattesa il campionato nazionale, sotto la guida di Jakub Bednarek, uno dei migliori pallanotisti polacchi della storia.

Per portoghesi e polacchi la 4 giorni savonese costituisce un’ottima vetrina internazionale ed un bagaglio di esperienze non comuni.

In un crescendo di difficoltà, il terzo impegno del Savona è rappresentato dalla sfida con il Montpellier.  Gli arancio-neri occitani incarnano un movimento in continua crescita come quello francese, con una nazionale già capace di centrare la qualificazione alle Olimpiadi 2016 e ad un passo dal ripetersi nel torneo successivo, con qualificazione sfumata essenzialmente a causa di un pareggio con l’Olanda che ha dato di fatto via libera alla Russia. Il massimo campionato francese ha da qualche anno dismesso la caratteristica di “cimitero degli elefanti” o comunque di pre-pensionamento di atleti sul viale del tramonto per fare posto all’idea concreta di un movimento in sviluppo costante, complice la disponibilità economica di diversi club transalpini ed una buona progettualità in materia di settori giovanili, tanto che la locale federazione, anche in considerazione del fatto che la Francia ospiterà le prossime Olimpiadi del 2024, ha deciso di ridurre gli stranieri tesserabile da un numero illimitato a un massimo di 4 per le squadre della massima divisione. Nello specifico, il Montpellier, allenato da Fabien Vasseur, originario di Lens (estremo nord della Francia) presenta una forte anima croata con i fratelli Zivkovic, Delas ed Ivanisevic, (anche se il capitano storico del club dell’Herault è il serbo naturalizzato francese Uros Kalinic),  unità ad un blocco di atleti francesi di buon livello.

Il quarto e penultimo impegno vede gli uomini di Angelini contrapposti al Terrassa, squadra proveniente dall’omonimo centro dell’hinterland di Barcellona, zona che – fatte le dovute proporzioni – rappresenta ciò che è la Liguria per la pallanuoto italiana. Infatti fra la massima divisione e quella inferiore iberica vi è un elevatissimo numero di squadre catalane concentrato in pochi chilometri. In un campionato da anni dominato dal Barceloneta, i rossoblu di Didac Cobacho Tadeo sono assidui frequentatori dei piani alti della classifica. Il roster dell’organico catalano si caratterizza per la sua forte componente autoctona oltre che per un blocco storico ormai consolidato nel tempo..

La gara che chiuderà il turno di Champions è quella fra i locali ed il Primorac, club con sede a Kotor, meglio conosciuta per noi italiani con il nome di Cattaro (Ascrivium in epoca romana); i biancoblu montenegrini hanno vissuto il punto più alto della loro storia nel 2009, quando vinsero la Champions League battendo il Recco in finale alla “Bazeni Kantrida” di Fiume, per poi essere sconfitti l’anno dopo a Napoli dallo stesso Recco nell’atto conclusivo della stessa competizione. In quegli anni la società cattarina disponeva di risorse tali da poter tesserare non solo i migliori atleti nazionali ma anche autentici fuoriclasse provenienti da altri paesi. Le successive stagioni non sono state caratterizzati da bilanci altrettanto floridi, ma grazie anche alle incredibili risorse del settore giovanile, il Primorac non è mai uscito di scena dal palcoscenico europeo.

In caso di superamento del turno, peraltro più che preventivabile, il Savona dovrà affrontare un nuovo round per poter raggiungere la fase a gironi, con due raggruppamenti di otto squadre ciascuno, che determineranno l’accesso alla Final Eight di Belgrado (30.6-2.7.2022).

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