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SPORT&POLITICA: ANGELO TRIPODI POLITICO D’ALTRI TEMPI…

E' un destino! Il bar è sede dei miei migliori incontri. Come spesso accade ad un italiano vero. Il lavoro di gornalista mi ha permesso di girare anche oltre lo stivale e vi assicuro che il bar rimane il luogo sociale primario anche in altri paesi. Incontri, confronti e discussioni anche per le terre di altri popoli. La ex Jugoslavia, per esempio, tutta da nord a sud, vive di questa tradizione che naturalmente ho avuto l'onore di condividere. Al Bar Desiderio di Latina mi fermo veloce per un caffè. E' mattina presto, sono ancora poche le tazzine fumanti, mi giro di scatto perchè scorgo in lontananza la sagoma atletica di un amico. E' lui! Il Consigliere Regionale Angelo Tripodi. Quel bar è stato sempre destino anche dei suoi incontri. Viene veloce verso di me. In frazioni di secondi mille fotogrammi mi assalgono la mente. E' lontana quella sua prima candidatura a Consiglire Comunale di Latina. Una crocetta, che in tanti mettemmo volentieri, in omaggio a quel ragazzo dallo sguardo puro ma deciso nei modi, battezzato da Aimone Finestra e Vincenzo Zaccheo. Nella terra pontina figli di un certo Giorgio Almirante. Un grande della politica nazionale di tutti i tempi, politico da simpatie trasversali come lo furono De Gaspari e Andreotti, solo per citare alcuni della prima Repubblica. Oggi Angelo Tripodi è un uomo della governante e trainante Lega. Un rapporto di particolar fiducia con Salvini ed il principale riferimento del gruppo nel Consiglio della Regione del Lazio. E' un incontro casuale, ma significativo. Io sono lì perchè sono nel pieno del lavoro del mio secondo libro. Pochi minuti e mi avrebbe raggiunto l'ex Vice Capitano del Bologna Calcio Campione d'Italia del 62/63 Franco Ianich. Capitano anche della difesa azzurra delle due famose disfatte della nostra nazionale Cile e Corea. L'ho conosciuto nei miei primi anni di giornalismo, a Telemontecarlo. Siamo rimasti sempre in contatto. Stiamo lavorando sul seguito del primo "I Codici della Vittoria". Quel campione d'altri tempi, uno degli ultimi del novecento sarà l'attore principale. Grazie alle storie dello sport, continueremo la ricerca dei codici per vincere.

Con Angelo Tripodi ci abbracciamo, veniamo dalla stessa cultura dello sport. Ha dimostrato di possedere i giusti codici e di saperli trasferire nella sfida politica. Mi ringrazia per l'aiuto alla scalata dei suoi sogni. L'ultimo atto, quello dei tanti voti presi per salire in Regione. Il segreto della vittoria fu l'umiltà di rimettersi in discussione, calvalcando il bene di quel "nuovo" e sposando il contratto del cambiamento della nostra bella e maltrattata Italia. Ci sediamo, contenti di esserci ritrovati. Ordiniamo cappuccino e cornetto e le sue parole partono a raffica. "Non mi sento un vincente, sono solo innammorato del mio lavoro di politico. Sto vivendo un bel momento grazie anche alla squadra scelta. La Lega è veramente una bella realtà fatta da persone serie. Le sfide sociali non si possono vincere da soli. Dopo tanta gavetta, partite perse, pareggiate e spesso vinte solo all'ultimo secondo, magicamente mi ritrovo a vestire, da capitano, la casacca tricolore della Lega nella partita della Regione Lazio. Ho solo paura di svegliarmi da un bel sogno…".

Si gira più volte, regala cenni di saluto ai tanti amici che si fermano per la tappa della colazione. Latina è un paesone. Il mio sguardo vola oltre i vetri del bar. Una lancia ha parcheggiato in modo approssimativo, allungo il collo e vedo scendere Franco Ianich. Passo lento e disnoccolato, propio come appare nei gesti dello sport, in quei filmati antichi che lo ritraggono stopper del Bologna capitanato da Giacomo Bulgarelli, Campione d'Italia 62/63 ai danni dell'Inter di Herrera padrona del 60.

Mi alzo per accoglierlo e fare gli onori di casa. Penso che non sia una casualità, ma la firma del destino. Con Franco avremmo dovuto sviluppare il terzo capitolo del progetto del libro. Quello che avrebbe dovuto mettere l'accento sull'unificazione dei codici d'onore dello sport con quelli della vita ripercorrendo il novecento. Venivo da un incontro con un allenatore azzurro paralimpico. Avrei informato lo stopper del 60 degli appunti presi chiedendo il suo pensiero in proposito.

D'improvviso un incontro casuale cambiava lo scenario. Si trovavano a confronto, un politico-sportivo attore del cambiamento ed un campione di calcio, tra gli ultimi testimoni del ricco 900. La discussione diventa aperta. A pieno campo si svaria dallo sport, alla storia, alla politica. Franco Ianich è incisivo ma discreto. “I ragazzi della politica dovrebbero ragionare e muoversi come gli sportivi ed invece giocano tutti contro tutti…”.

Angelo fa un cenno di approvazione. “Fare politica è difficile. Io sono figlio dei grandi maestri del passato. A 16 anni ero già al fronte della gioventù. I miei primi maestri sono stati: Aimone Finestra, Vincenzo Zaccheo, li ricordo con grande piacere per la loro serietà intellettuale. Da loro ho appreso la caparbietà e la forza di reagire a tutto”. Un attimo di emozione e poi continua “ Della storia più recente voglio ricordare l'incontro con il Senatore Maurizio Gasparri. Un'amicizia che durerà oltre alla politica…”.

Si continua parlando di vita e politica con le parole dello sport. “Io sono anche un maestro di sport – aggiunge Angelo Tripodi, rivolgendo lo sguardo verso Franco– dal campo ho preso l'integrità della sfida e la consapevolezza che ogni risultato può cambiare in qualsiasi momento. Ancora oggi uso la tecnica della respirazione per rilassarmi prima di un incontro pubblico. Lo sport è vitale!”.

Franco, sornione, spara sul momento chiedendo “Che tipo è Matteo Salvini?”.

Una grande persona- tuona perentoria Angelo – è difficile trovare, oggi in politica, un uomo dai valori d'altri tempi. Ecco! Proprio questo mi unisce al mio leader politico. Salvini cambierà l'Italia. Il patto verrà messo ripetutamente in discussione, ma Salvini da vero capitano, riuscirà nell'intento di far resuscitare l'Italia. Dovrà combattere, battersi come un eroe ma lui è pronto a farlo. La squadra della Lega è di primo livello. Persone affidabili, competenti e ricche di valori”.

E Luigi Di Maio?” Chiedo.

Non lo conosco bene. Non mi permetto di dare giudizi. Credo che sia consapevole che bisogna governare insieme. Con equilibrio, con lealtà e stabilità si dovrà cambiare rotta. Discutendo, cofrontandosi ma sempre con i principi di collaborazione trasparente”.

Continuo nel botta e risposta. Franco ascolta interessato ed io incalzo. Sei in Regione e rappresenti una città difficile come Latina.

Latina ha vissuto un brutto momento politico. Nella mia città ho fatto il Consigliere, l'Assessore alle attività produttive ed ho combattuto per il cambiamento. A Latina non si respirava l'aria della piena legalità. Ero in giunta, ma denunciai il mio stato d'animo all'allora Sindaco Di Giorgi. Abbandonai i partiti, continuai a fare il mio lavoro di politico rappresentando gli elettori e le loro idee. Ero contrario a far cadere l'amministrazione…"

"Hai seguito la discutibile ascesa del Latina Calcio?"

In 3 anni di serie B andai a vedere il Latina solo due volte. Troppi interessi connessi e sovrapposti. Oggi con il nuovo Sindaco si respira l'aria della legalità, ma politicamente è un momento di piena e pericolosa paralisi. Ci sarà bisogno di un altro cambiamento fatto di legalità, ma anche di operatività. Assumersi delle responsabilità è obbligatorio per un Sindaco. Per il resto non faccio commenti, a riguardo il passato ci sta pensando la magistratura a fare chiarezza”.

E' difficile l'era della politica?

Da dopo mani pulite è diventato tutto più difficile. Negli anni sono morte ideologie e partiti ed è cambiata la legge elettorale. La politica ha subito un'involuzione pericolosa”.

Qual'è il tuo stile politico?

Quello che i vecchi politici mi hanno insegnato le famose regole del buon partito: L'ascolto del territorio, la protezione delle fascie deboli, la cura del mio elettorato. L'apertura alle idee dei giovani e l'attenzione alle attività sociali importanti come Scuola e Sanità".

"Il segreto per migliorare l'Italia?"

"Oggi dobbiamo ripartire dal basso verso l'alto. Come dice Salvini: minor tasse, rivitalizzare il medio piccolo imprenditore e il professionista. Proteggere le classi disagiate dandogli opportunità, proteggere il made in Italy e puntare sul turismo. Sempre con il motto di non farsi schiacciare dall'Europa, condividendone però l'autorità”.

Hai scelto la Lega per tutto questo?

Si! Ma solo dopo che fu tolta la parola NORD sotto il simbolo e la parola SECESSIONE dal regolamento”.

La miglior sorpresa per te?

Nel gruppo della Lega ho ritrovato quello che mi mancava da tempo. Persone affidabili, confronto, condivisione apertura alle nuove idee e voglia di cambiare passo per la nostra Italia. In Regione è dura ma ci proveremo con tutte le nostre forze…”.

Volete cambiare anche le regole dello sport?

Il Ministro Giancarlo Giorgetti è un altro grande personaggio. La macchina dello sport va modernizzata. E' giusto decentrare alcune attività liberando il CONI da ruoli impegnativi e poco adatti al proprio sistema. Potrebbe migliorare le attività Olimpiche e in futuro potremmo festeggiare più medaglie. E' l'era della specializzazione è giusto che si adegui anche il mondo dello sport”.

In Consiglio Regionale che aria tira?

E' una sfida difficile ma cercheremo di vincerla anche se ai tempi supplementari. Sono il capo gruppo del mio partito ed il vice Presidente della Commissione Bilancio e Lavori Pubblici. Attualmente c'è un grande caos. Zingaretti va messo in discussione, ma il nostro compito è quello di far chiarezza e migliorare. Non posso tradire le persone che mi hanno votato e non posso tradite le aspettative del mio capitano Matteo Salvini”.

Su quali punti tenterai di incidere?

Stiamo lavorando sulle basi, per ridare ordine. Ci sono progetti interessanti in ogni settore, tengo in modo particolare alla Sanità e alla scuola. Per il primo, abbiamo il dovere e la responsabilità di risolvere i problemi dei Pronto Soccorso Ospedalieri. C'è un progetto intelligente sulla decentralizzazione. Regalerà strutture innovative e posti di lavoro. La sfida è motivante. Non tradirò le 4.500 persone che hanno scritto il mio nome nella scheda della Regione”.

Angelo dopo una pausa aggiunge: “La Lega è come la Juventus di oggi, o il Bologna di Franco del 63. Matteo Salvini, al momento, non ha rivali. Io sono uno dei suoi attacccanti e non posso sbagliare il goal nella difficile partita della Regione Lazio”.

Sorridendo a pieni polmoni il nostro ospite d'onore Franco Ianich aggiunge: “Pier, questa dichiarazione E' il giusto finale per l'articolo”.

Angelo Tripodi si allontana, una vettura lo attenda fuori dal bar. Lo accompagnerà nello stadio della Pisana, dove veste la casacca tricolore della Lega. Dietro si lascia la sua Latina fatta di amici, consensi e sogni.

Pierluigi Grande

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