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Giu

RUBRICA RIFLESSIONI. “UN BIMBO E MARADONA…”

Un bimbo e Maradona…

“Maradona non era un calciatore, Maradona era il calcio…”. Questo è il mio titolo su Diego.

Da bambino aspettavo la domenica per due attrazioni, il pranzo da nonna e per le sue magie raccontate in radio a: “Tutto il Calcio Minuto per Minuto”.

Era un sogno imitarlo! Provare e riprovare quei colpi nelle partite infinite, con gli amici sotto casa. Sfide indimenticabili dove l’atto finale era sempre l’urlo di qualche mamma o un goal alla Diego Armando Maradona…

Potevi essere tifoso di qualsiasi squadra, ma per la giocata impossibile, la frase di rito era: “e chi sei Maradona!”

Crescevo in simbiosi con quel mito che diventava l’idolo. Il mio idolo! In campo era sempre unico. Leader indiscusso ed illuminato. Compagno leale ed altruista. 

Soffrivo per le sue continue cadute, sorridevo per le sue altrettante risalite. Si spegnevano i riflettori del suo stadio e d’incanto si offuscava la sua luce. Cadeva ma si rialzava, in quei novanta minuti ritrovava sempre se stesso. Tornava lui, Maradona l’idolo di tutti i bimbi…

Oggi sono un imprenditore e spesso mi domando come gestirei un Maradona. Avere un mago come Maradona in squadra non è semplice. Figuriamoci in un’azienda dove ogni cosa ha l’obbligo del minimo dettaglio. Mi chiedo: “e chi lo controllerebbe uno come Diego?”. Poi chiudo gli occhi, torno bambino e rivedo mister Bianchi. Un uomo di poche parole e di tanti fatti. Lo coccola e lo sgrida, ma lo tratta sempre come un figlio. Gli regala la fascia, lo comprende e lo asseconda. Diego lo ripaga con classe e dedizione. Ha vinto il cuore…

Allora mi rispondo: “solo un imprenditore con i paraocchi rinuncerebbe ad un Maradona nella sua squadra. Al giocatore sempre con l’asso nella manica, alla carta vincente contro chiunque!”. 

E’ vero! Basterebbe la sua presenza per mettere pressione ed indurre l’avversario all’errore. Sarebbe come iniziare sempre in vantaggio di 1-0. 

In questa riflessione su Diego, sarebbe stato più facile concludere ricordando delle sue gesta in campo. La “punizione impossibile” contro la Juve o il goal del secolo contro l’Inghilterra a Messico 86. Ma chiudo focalizzando la vostra attenzione sulla sua essenza. Maradona aveva fatto la sua scelta. Non era solo calcio, lui era l’antitesi del sistema. Nel bene o nel male sempre uguale e coerente. Diego non si è mai adeguato. Poteva avere tutto, sicuramente molto di più di quanto ha avuto, ma ha scelto di essere “l’hombre del pueblo”. Può sembrare una scelta scellerata, ma proprio questo gli ha dato l’immortalità. Lui per tutti non è più Diego Armando Maradona, lui per tutti è D10S. 

Luigi Iazzetta

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