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Apr
Panathlon
Il Panathlon Club Latina incontra i protagonisti del movimento paralimpico italiano, per promuovere i “Giochi senza barriere”.
Mercoledì 31 ottobre il Panathlon Club di Latina incontrerà alcuni degli esponenti di maggior rilievo del movimento paralimpico italiano, che ha mietuto successi alle Paralimpiadi di Londra 2012. Proprio sulla scia dell’appuntamento britannico, il tema della serata sarà “I giochi senza barriere: un inno alla vita”. La relazione principale sarà tenuta da Roberto Valori, presidente della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, che a Londra ha regalato tante medaglie ai colori azzurri. «La decisione di dedicare un incontro del club al movimento paralimpico – spiegano i dirigenti del Panathlon – è nata dall’esigenza di percepire quei valori e raccogliere le speranze che lo sport lancia al mondo intero. Vogliamo tenere vivo il grande messaggio sociale ed umano che le Paralimpiadi ci comunicano, fornendo risalto a questo evento anche oltre l’appuntamento dei Giochi».
Grazie al certosino lavoro di Fabrizio Di Somma, componente dello staff tecnico del ciclismo paralimpico, alla serata interverrà anche Giorgio Farroni, medaglia d’argento nella prova su strada Mix T1-2 e l’attuale responsabile del settore per il Cip, Mario Valentini.
Roberto Valori ha trascorsi da atleta di ottimo livello: nel 1976 partecipa alle Paralimpiadi di Toronto chiudendo al sesto posto nei 50 metri stile libero. Gareggia fino al 1980, poi lascia l’attività per otto lunghi anni. Nel 1988 non fa in tempo a qualificarsi per le Paralimpiadi di Seul, ma due anni dopo vince l’oro nei 100 stile libero ai Mondiali in Olanda, facendo segnare il nuovo record mondiale, che bissa nella staffetta 4×50 stile libero. Nel 1991 è argento agli Europei a Barcellona e l’anno dopo, è bronzo alle Paraolimpiadi catalane sempre nei 100 stile libero. Dopo un altro bronzo, stavolta nei 50 stile, ai Mondiali a Malta del ’94, chiude l’attività agonistica nel ’96 prendendo parte alle Paraolimpiadi di Atlanta, dove è quinto nel 200 stile libero.
La passione per lo sport caratterizza anche la storia di vita di Giorgio Farroni, trentaseienne marchigiano di Fabriano. A causa di una crisi di parto della madre che gli provoca un mancato afflusso di ossigeno al cervello, Giorgio è affetto fin dalla nascita da un’emiplegia alla parte destra del corpo, che non riesce a controllare normalmente. Le sedute di riabilitazione e fisioterapia gli permettono negli anni di praticare diversi sport e a 14 anni subisce tre interventi di denervazione alla mano e al braccio destro che gli permettono di dedicarsi più concretamente all’attività sportiva. In quel periodo Giorgio sviluppa la sua passione per la bicicletta, che per otto anni si indirizza verso la mountain bike. A 22 anni decide di abbandonare le gomme scolpite per dedicarsi al ciclismo su strada, e dopo un solo anno di attività viene convocato per le Paralimpiadi di Sydney del 2000, dove entra nei primi dieci sia nella prova in linea che in quella a cronometro. Dopo i 18 campionati italiani vinti tra strada, cronometro e pista nella categoria disabili CP3, il momento più alto della sua carriera sportiva Giorgio Farroni lo ha vissuto a Londra, quando ha conquistato l’argento nella prova su strada, a soli sette secondi dall’oro del britannico David Stone. Il talento di Farroni era stato scoperto proprio da Mario Valentini, che dodici anni fa lo convocò ai Giochi australiani. Il tecnico di Montefalco ha al suo attivo ben 34 allori mondiali e 7 titoli olimpici, frutto dei trascorsi alla guida della nazionale su pista (1984-1997) e dei ciclisti paralimpici (dal 1998). Nel 1962 Valentini ha costituito il Centro Sportivo della Corpo Forestale dello Stato e quindici anni dopo il Centro Sportivo della Polizia di Stato delle Fiamme Azzurre. «Essere d’esempio alle altre persone – afferma il c.t. umbro – è la più grande forma di educazione che si può insegnare». Un messaggio che collima perfettamente con gli intenti del Panathlon.
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