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Pallanuoto, Mondiali: Italia-Montenegro 4-5. Il Settebello e’ 6°

PALLANUOTO
Guarda la versione integrale sul sito Il c.t. Sandro Campagna. LaPresse Nella riedizione della finale olimpica per il bronzo, gli azzurri si arrendono ai vicecampioni d’Europa. L’oro va alla Croazia che batte i padroni di casa ungheresi 8-6 29 Luglio 2017 – Budapest (Ung)MONTENEGRO-ITALIA 5-4 (1-1, 1-1, 3-2, 0-0) Lo stesso destino del Setterosa: al Settebello tocca il sesto posto mondiale. Il torneo sull’Isola Margherita è terminato con la sfida per l’oro tra Ungheria e Croazia, diretta dal romano Severo assieme al romeno Alexandrescu: hanno vinto i vicecampioni olimpici 8-6 con tripletta di un immenso Sukno. Padroni di casa sotto 4-0 in avvio e costretti a una lunga rincorsa, ma arrivando solo al 4-4 e senza mai essere in vantaggio. Bronzo alla Serbia, 11-8 sulla Grecia. PASSO INDIETRO — Per l’Italia “un passo indietro rispetto al quarto di Kazan, ma paradossalmente il gap con le big si è ridotto” osserva Sandro Campagna. Il Montenegro la spunta di misura al termine di un match con poco spettacolo, ritmi bassi e molti errori per entrambe le squadre, davanti ad alcune ragazze del Setterosa. Portieri in evidenza nei primi due quarti (Volarevic e Scepanovic), poi sul 2-2 entra Tempesti che pure se la cava benissimo. Nel terzo quarto, Aicardi si fa espellere per gioco violento e resta il solo Bodegas come centroboa di ruolo, costringendo gli altri ad alternarsi ai due metri (Renzuto, Bertoli, Mirarchi). L’ultimo tempo finisce senza reti e si chiude dunque sul 5-4 per il Montenegro che soffre l’assenza di una leadership forte come quella di Nikola Janovic, il vecchio capitano che ora si è dato alla politica, e del recchese Ivovic che si è preso un anno sabbatico, ma può contare sul talento cristallino di Drasko Brguljan. Per lui, una tripletta pesante. Gli azzurri affrontarono gli slavi anche ai Giochi di Rio, imponendosi 6-5 nel girone preliminare. A Budapest, nella prima fase, il Montenegro aveva pareggiato col Canada (8-8), battuto il Brasile (14-5) e il Kazakistan, quindi nei quarti si era arreso alla Grecia (12-7) e poi nella semifinale per il quinto posto aveva superato la Russia (9-8). A Kazan, nel 2015, il Settebello chiuse quarto e il Montenegro quinto. BILANCI — Dice Campagna: “In questa gara abbiamo giocato male, c‘è stato un calo fisico e nervoso. Ma per il gioco espresso in tutto il torneo, e anche nel resto della stagione, meritavamo di stare tra le prime quattro. Più in generale, credo che le analisi vadano fatte in maniera approfondita e non sull’onda emotiva”. Il c.t. scaccia anche in questa occasione qualsiasi alibi, nonostante l’emergenza venuta fuori alla vigilia della partenza (le defezioni forzate di Gallo, Velotto e Del Lungo causa virus, quindi ruoli chiave come il portiere e il mancino): “Questo gruppo e questo staff non si piangono mai addosso, un atteggiamento che apprezzo profondamente. Ringrazio sia i 13 che erano qui, sia quelli rimasti a casa. Certo, rispetto al gioco preparato abbiamo dovuto apportare modifiche sostanziali, ma anche questo aiuta a crescere. Nella prima fase abbiamo giocato a viso aperto contro l’Ungheria, pareggiando, e battuto l’Australia con otto gol di scarto nel match in cui ne servivano 11 per saltare gli ottavi: i ragazzi hanno vissuto quei risultati come sconfitte perché sapevano di meritare di più, però sono prestazioni che ci invitano a guardare avanti con fiducia”. L’anno prossimo, agli Europei di Barcellona, l’occasione per il riscatto. GRAN FINALE — Stasera il torneo sull’Isola Margherita terminerà con la sfida per l’oro tra Ungheria e Croazia, diretta dal romano Severo assieme al romeno Alexandrescu: la caccia al biglietto, già cominciata da mesi, sarà frenetica fino al fischio d’inizio delle 20.30. C’è sempre chi confida nei bagarini. La capienza della piscina Alfred Hajos è di 7.500 posti: se fosse di 30.000, farebbe ugualmente il tutto esaurito

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