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Lazio: il grande Giorgio Chinaglia sarà sepolto a Roma

chinaglia maestrelli images“Chinaglia sarà sepolto a Roma”.

Il dopo Genova. Una trasferta da dimenticare si apre con una notizia che soddisfa il cuore dei veri laziali. Long John tornerà a riposare per sempre nella sua Roma. L’annuncio l’ha dato direttamente Franco Recanatesi, autore del libro “Io sono Giorgio Chinaglia!, I gol, gli amori e i peccati di una vita esagerata”, presentato ieri al Circolo Canottieri Lazio: “Le pratiche burocratiche sembrano essersi sbloccate, ed entro il mese di febbraio la salma di Giorgio (morto il 1° aprile a Naples, in Florida, ndr) sarà finalmente a Roma, accanto a quella di Tommaso Maestrelli”.

C’era gran parte della squadra campione d’Italia del 1974 alla presentazione del libro (L’Airone, 223 pagine, 18 euro): Felice Pulici, Pino Wilson, Giancarlo Oddi, Sergio Petrelli e Mario Facco. Da Boston, invece, è arrivato il messaggio di George Jr., il figlio di Chinaglia che era stato ospite all’Olimpico il 7 aprile scorso, sei giorni dopo la scomparsa dell’indimenticato Long John, in occasione di Lazio-Napoli. “Papà è sempre stato orgoglioso di quello che ha fatto e della gente che gli ha voluto bene. Sono convinto che ci stia guardando dall’alto e stia sorridendo”.

Biografia

Chinaglia nasce a Carrara in Toscana nel 1947 da una famiglia di umili origini. Il padre Mario, insieme alla moglie Giovanna ed alla sorella Rita, emigra in Galles dove trova lavoro in una miniera, mentre il piccolo Giorgio rimane in Italia con la nonna Clelia fino al 1955, anno in cui anch’egli seguirà la famiglia a Cardiff.[2].

Qui frequenta la scuola cattolica “St.Peter’s”, e poi la “Lady Mary grammar school”. Nel frattempo entra a far parte sia della squadra di calcio che di quella di rugby della scuola. Presto il padre lascia il lavoro in miniera per aprire un ristorante, il “Mario’s Bamboo Restaurant”, e in questo periodo Chinaglia alterna gli allenamenti con il lavoro serale come cameriere o lavapiatti nel locale di famiglia.[3]

Era sposato con Connie Eruzione,[4] sorella del campione olimpico di hockey Mike Eruzione, un’americana che si era trasferita negli Stati Uniti prima di lui e da cui ebbe tre figli:[senza fonte] Giorgio Jr.,[5] Stephany e Cynthia.[senza fonte] I due divorziarono e Chinaglia si risposò con l’italiana Angela Cacioppo, madre di due ragazzi:[senza fonte] Anthony[1] e Donald.[senza fonte]

Nel 1979, dopo che aveva iniziato a giocare con i New York Cosmos, Chinaglia ottenne la cittadinanza statunitense[6].

Chinaglia si è cimentato anche nelle vesti di cantante incidendo, nel 1974, il brano (I’m) Football Crazy,[7] che fu colonna sonora del film L’arbitro, interpretato da Lando Buzzanca. A Chinaglia gli Squallor hanno legato il titolo di un loro brano, Il Vangelo secondo Chinaglia[8]. È citato anche in una canzone di Rino Gaetano dal titolo “Mio fratello è figlio unico”[9].

Muore la mattina del 1º aprile 2012 nella sua casa di Naples, in Florida,[10] nei giorni immediatamente successivi al suo ricovero a seguito di un infarto.[1][11]
Procedimenti giudiziari

Nel 1996 arriva per Chinaglia una condanna a due anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e falso in bilancio riconducibili alla gestione della Fin Lazio (1986-1987), la finanziaria proprietaria della società biancoceleste.[12]

Nella primavera del 2006 Chinaglia è stato iscritto nel registro degli indagati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, con l’accusa di riciclaggio, con l’aggravante dall’articolo 7, ovvero con l’accusa di aver agevolato l’attività della camorra.[13]

Nell’ottobre dello stesso anno il nucleo valutario della Guardia di Finanza ha richiesto un’ordinanza di custodia cautelare ai danni dell’ex campione biancoceleste per estorsione ed aggiotaggio, nell’ambito dell’inchiesta della procura della Repubblica di Roma sulle irregolarità nel tentativo di scalata alla Società Sportiva Lazio. Al momento dell’ordinanza, Chinaglia risiedeva all’estero, negli USA; pochi giorni dopo è stato emesso un mandato d’arresto europeo a suo carico, risultando latitante per la giustizia italiana.[14] Il reato contestato all’ex calciatore è quello di riciclaggio per conto del clan camorristico appartenente alla famiglia dei Casalesi, che voleva impiegare i proventi delle attività illecite per acquistare il club capitolino.[15]

Nel novembre 2007 è stato multato per una somma di 4,2 milioni di euro per la scalata alla S.S. Lazio, a seguito di decisione della Consob. Chinaglia è stato riconosciuto responsabile di manipolazione del mercato e di ostacolo all’attività di vigilanza della Consob in relazione alla presunta intenzione di un gruppo chimico-farmaceutico ungherese di acquisire il pacchetto di maggioranza della Lazio: la Consob ha accertato che la notizia, diffusa dallo stesso Chinaglia tra ottobre 2005 e marzo 2006, era priva di fondamento. L’ex calciatore è stato considerato colpevole di «condotte manipolative poste in essere in relazione ai titoli della S.S. Lazio». La Commissione ha rilevato anche che Chinaglia ha «posto in essere, direttamente o per interposta persona, una serie di atti, sostanziatisi in falsità ed omissioni, sintomatici di un atteggiamento dilatorio ed ostruzionistico, che ha procurato oggettivo ritardo all’esercizio delle funzioni della Consob, ostacolandone e rendendone più onerosa l’attività di accertamento dei fatti, funzionale ad assicurare la correttezza informativa ed il regolare andamento degli scambi sul titolo S.S. Lazio».[16]

Nel luglio 2008 è stato colpito da un mandato di arresto per riciclaggio.[15]

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