
ITALIA&TURISMO: INCONTRIAMO GIUSEPPE MARZANO PRESIDE DELL’ISTITUTO ALBERGHIERO ENRICO FERMI PERUGIA.
Il consiglio di redazione delibera le pubblicazioni che dedicheremo al mondo del turismo condividendo la linea editoriale da seguire. L’obiettivo è quello di comprendere perché le mille bellezze dello stivale d’Italia, non bastano per vivere di turismo. Quando già sul tavolo piovevano idee, argomenti e personaggi da intervistare, comunico ai colleghi che il primo articolo sarà a firma del sottoscritto. Sono una rigorosa penna d’altra generazione, ma non disdegno delle opportunità regalate dai nuovi mezzi. Compio un viaggio virtuale sui motori di ricerca e l’attenzione mi cade su questa frase:
“Il pessimista si lamenta del vento, l’ottimista aspetta che il vento cambi, il realista aggiusta le vele” (Nicolas-Sebastian Roche de Chamfort).
Mi ritrovo nella casa virtuale dell’Istituto Paritario Enrico Fermi di San Sisto Perugia. Scopro che tra le offerte formative o meglio, tra le opportunità offerte ai giovani, c’è quella dell’Istituto Alberghiero. Navigo veloce entrando nella storia dell’Istituto, una storia imperativa! Metodi didattici all’avanguardia, dirigenti e formatori di primo livello. Presidi super esperti preferibilmente di provenienza statale.
L’Istituto nasce a Piacenza nel settembre 1951, con sede nel nobile palazzo Farnese. Primo in tutta Italia a onorare il nome del grande fisico italiano. Nel 1956, l’Istituto Enrico Fermi viene trasferito a Perugia. L’offerta formativa si arricchisce ulteriormente grazie all’entrata in vigore della Legge 62/2000, che lo rende paritetico, pubblico non statale. Nascono poi le sedi di Roma, Napoli, Bologna e Ancona.
Continuo nelle info intelligenti e mi colpisce il curriculum del Preside di riferimento: Giuseppe Marzano. Calabrese di provenienza, ingegnere chimico con esperienze da Dirigente d’Istituti Statali. Da trent’anni in Umbria, oggi tra i punti di forza del Fermi di Perugia in qualità di Dirigente dell’Istituto Alberghiero.
La breve storia ne evidenzia il carattere battagliero, l’estrema professionalità, la competenza in materia di nuova didattica e quell’umanità che non guasta mai, soprattutto per chi opera nel difficile mondo dei giovani.
Lo chiamo al telefono per un appuntamento e percepisco che è tutto congruo… voce ferma, tono disteso ma deciso. La sua comunicazione inclusiva è senza preconcetti ed è disponibile a collaborare per la pubblicazione. Mi viene istintivo anticipargli la consegna ufficiale del mio libro: “I Codici della Vittoria”. Progetto realizzato con Andrea Carnevale per Telethon e la ricerca scientifica sulla “SLA” del noto ricercatore Antonio Musarò.
Giungo a destinazione e mi sembra di essere in un college americano. Spazi ricreativi dedicati allo sport, stanze per il convitto, ristorante e tante puntuali segnaletiche a distribuire i vari indirizzi: Alberghiero, Corsi per Ottici, Optometristi, Odontotecnici, Massofisioterapisti, Massaggiatori sportivi, Operatore Socio-Sanitario e Master universitario per le professioni sanitarie in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia. Una struttura armonica costruita sul bel vedere della verde collina di San Sisto. Mi accompagnano nella stanza dove ad attendermi, c’è il Preside Marzano. Brevi conviviali ed entriamo subito nel merito dell’argomento. Ci accomunano le vocali aperte doc del sud.
“Si! Sono un uomo del sud adottato dall’Umbria – dice perentorio Marzano- dobbiamo parlare di turismo. Le anticipo che sono nato in Calabria, una delle più fascinose terre del nostro bel paese. Tra Tropea e Amantea si estende una costa incantevole viva di una natura sbalorditiva ed un entroterra ricco degli odori e sapori caratteristici del sud Italia. Un bel vedere e un buon mangiare, non bastano. La Calabria come tutta l’Italia potrebbe vivere solo di turismo, ma purtroppo parliamo ancora al condizionale”.
Da buon comunicatore entra nel vivo regalandomi l’assist per la domanda.
Perché la cultura del turismo non primeggia nonostante le bellezze del nostro Paese?
“Per incapacità degli attori principali ed in particolare della politica. C’è approssimazione ed un’opaca visione a brevissima distanza. Non si pensa al futuro con razionalità e progetti a medio e lungo termine. Si evince la solita cultura del mordi e fuggi…”.
L’Istituto Fermi ha proposto la formazione alberghiera, quali sono i risultati?
“La nostra esperienza conferma che c’è la richiesta su questo tipo di formazione. I giovani hanno una visione più moderna, sono consapevoli che può essere un buon settore professionale. I risultati sono buoni e puntiamo a migliorarci- continua Marzano- proponiamo un indirizzo di cinque anni. Il percorso di studio ha 3 articolazioni: enogastronomia, servizi di sala e vendita e accoglienza turistica. Consente di acquisire le competenze tecniche, economiche e normative nelle filiere dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera. Puntiamo molto sulle specializzazioni ed i laboratori”.
Formate i giovani con la speranza che l’Italia cresca culturalmente?
“Grazie al turismo possiamo risollevare l’economia. Noi stiamo professionalizzando le figure necessarie a fare il salto di qualità. Dobbiamo essere pronti ad accogliere i turisti, offrendo loro professionalità ed infrastrutture. Dobbiamo creare la cultura del turismo e prendere esempio dagli operatori della riviera adriatica”.
Perché Rimini e Riccione non sono stati esempi duplicati? Sarebbe bastato un confronto aperto!
“L’Italia è frastagliata. L’unione e l’inclusione ci dovrebbero caratterizzare ed invece, ancora si dialoga poco. Bastava uno scambio culturale con chi ha reso possibile l’esplosione del turismo nell’Adriatico; terra con bellezze naturali meno attraenti, ma ricca di offerte ed infrastrutture”.
L’Europa ha messo a disposizione denari utili. L’Italia spesso non ha colto le occasioni…
“Torniamo al discorso delle incapacità e di una visione troppo personalistica. Avremmo potuto ristrutturare e valorizzare i borghi medioevali italiani, creando alberghi diffusi. Avremmo potuto costruire attività ricettive ed infrastrutture. Le vie di comunicazione sono determinanti per la fruizione del turismo. Nella mia Calabria siamo rimasti all’aeroporto internazionale di Lamezia Terme. L’idea di Giacomo Mancini doveva essere l’inizio e non l’arrivo. C’è una linea ferroviaria che percorre l’intera costa e che dovrebbe essere valorizzata. Potrebbe rappresentare una metropolitana a cielo aperto. Purtroppo per il sud è ancora un’utopia”.
L’Umbria è più avanti?
“Io vengo dal sud e realizzarmi nella mia terra sarebbe stato un sogno. Ci ho provato! Ho fatto il Preside in Calabria, ma devo riconoscere il fallimento del tentativo. L’Umbria è la mia terra adottiva. Ha una percezione della formazione e del turismo diversa. E’attiva e propositiva”.
La vostra offerta formativa è moderna, punta sulla pratica e sui laboratori.
“L’obiettivo è sviluppare la massima sinergia tra i servizi di ospitalità, di accoglienza e i servizi enogastronomici attraverso la progettazione e l’organizzazione di eventi per valorizzare il patrimonio delle risorse ambientali, artistiche, culturali, artigianali del territorio e la tipicità dei prodotti enogastronomici- dichiara Marzano a viva voce – nuove tecnologie nell’ambito della produzione, dell’erogazione, della gestione del servizio, della comunicazione, della vendita e del marketing di settore. I laboratori sono attraenti e ricettivi. Nel settore dell’enogastronomia facciamo diverse attività pratiche. Ospitiamo i numeri uno italiani a raccontare i segreti dei loro successi”.
I ragazzi vengono aiutati per l’inserimento nel mondo del lavoro?
“Si! Soprattutto grazie ai laboratori aperti. Per l’arte culinaria siamo diventati un polo didattico all’avanguardia e competitivo che ha l’intento di coinvolgere e integrare tutti i livelli formativi nel settore della cucina e della gastronomia. La nostra scuola lavora in partnership con l’APCI (Associazione professionale cuochi italiani), che sostiene in nostri studenti sia durante il percorso formativo sia in seguito, nell’inserimento lavorativo”.
Lei è un Preside di vecchia generazione. Come sono cambiati i giovani rispetto a ieri?
“Io vengo dalla rivoluzione del 68’, quindi cerco di essere autorevole e non autoritario. I giovani sono cambiati perché sono cambiati i tempi. Sono cambiati principalmente i genitori che hanno perso autorevolezza. Reagiscono all’assenza e al senso di colpa assecondando troppo i figli e responsabilizzando troppo la scuola. Per noi del paritetico è tutto più difficile, rispetto all’Istituto Statale. Erroneamente, si pensa che pagando si possono avere delle agevolazioni. Il nostro compito invece è guidare il giovane verso la vita. Cerchiamo di farlo con i giusti valori”.
Come può migliorare la nostra società?
“Puntando sulla scuola e la formazione pratica. Rispolverando obblighi, diritti di tutti gli attori e ristabilendo i giusti ruoli. I genitori devono fare i genitori ed i professori gli insegnanti e non i genitori…”
E il turismo in Italia?
“Può migliorare cambiando cultura. Meno approssimazione e più veduta d’insieme, puntando sempre alla massima formazione dei giovani”.
Soddisfatto, consegno il mio libro al Preside Giuseppe Marzano, vero personaggio da “I Codici della Vittoria”. Naturalmente con obbligo di critica.
Torno in redazione e mi appunto la promessa di mettere in scena presso l’Istituto Fermi una tappa del nostro progetto solidale “Lo Sport Un Sorriso per la Vita… Oltre Barriere e Frontiere” estratto dai contenuti del libro stesso e di condividere con questa bella realtà progetti dedicati alla formazione pratica del turismo.
Rimane indelebile l’ultimo fotogramma. Una scritta nei pressi dell’uscita che recitava: “Chiunque smetta di imparare è un vecchio, che abbia 20 anni o 80. Chi continua ad imparare, giorno dopo giorno, resta giovane. La cosa migliore da fare nella vita è mantenere la propria mente giovane ed aperta” (Henry Ford).
Pierluigi Grande
Per info sulle attività divulgate nell’articolo giornalistico:
ISTITUTO ENRICO FERMI PERUGIA
Strada Lacugnano, 67
06132 – Perugia (PG) – Italia
TEL: +39 075.5287441 – 800050980 FAX: +39 07.55270313











