
Festa del Corpo di Polizia Penitenziaria.Di Pasquale Di Mattia
Il 18 marzo scorso a Napoli, in Piazza del Plebiscito, si è tenuta la 209ma annuale del Corpo di Polizia Penitenziaria. Non è stata la prima volta che questo evento si è tenuto nel capoluogo campano, visto il precedente del 2007 alla presenza dell’allora Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e del Presidente della Repubblica di quel periodo, Giorgio Napolitano.
La location prescelta riveste particolare importanza perchè Piazza del Plebiscito rappresenta il cuore storico della città sia perchè è uno dei simboli della piazza stessa è costituita dalle nicchie della facciata del Palazzo Reale (costruita anche con pietra vulcanica dei Campi Flegrei) nelle quali sono poste le statue di Ruggero II di Sicilia, Federico II di Svevia, Carlo d’Angiò, Alfonso V d’Aragona, Carlo V d’Asburgo, Carlo III di Spagna, Gioacchino Murat e Vittorio Emanuele I, in rappresentanza delle case regnanti avvicendatesi nel tempo a Napoli, in una sorta di riassunto della storia della città.
La cerimonia ha visto schierato il Reparto d’Onore, articolato su 6 compagnie e composto da 330 unità di Polizia Penitenziaria (allievi ispettori, reparti specializzati, compagnia delle specialità e delle specializzazioni, 54 allievi del 186° Corso, reparti territoriali delle strutture penitenziarie della Nazione e la compagnia del Corpo di Polizia Penitenziaria che ogni anno assicura il tradizionale cambio della Guardia d’Onore al Palazzo del Quirinale), a completamento dello schieramento il Reparto a Cavallo, composto da 13 allievi cavalieri, con il servizio navale rappresentato da due motovedette del Corpo stazionanti a mezzo miglio dalla costa. Hanno sfilato anche i 72 componenti della Banda musicale del Corpo, sotto la direzione del Maestro Fausto Remini. Al termine di un breve discorso del Guardasigilli, Carlo Nordio, sono state conferite delle onorificenze, in particolare due medaglie d’oro al merito civile (di cui una alla memoria), una bandiera d’Istituto e due ricompense per qualità morali e professionali, oltre a delle promozioni per merito straordinario.
La Polizia Penitenziaria è una forza di polizia ad ordinamento civile, dipendente dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (D.A.P.) del Ministero della Giustizia, svolge funzioni di polizia giudiziaria, pubblica sicurezza e polizia stradale, di gestione e sorveglianza delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale e la sua nascita viene tradizionalmente fatta risalire al 18 marzo 1817, data di promulgazione delle Regie Patenti del Regno di Sardegna. La tipologia è più volte variata fra lo status di Corpo di Polizia ad ordinamento civile (1817 – 1873 con il nome di Famiglie di Giustizia) e dal 1990 ad oggi con l’attuale denominazione e ad ordinamento militare (1873 – 1890 con il nome di Corpo delle Guardie carcerarie e 1890 – 1990 con la nomenclatura di Corpo degli Agenti di Custodia). La legge di riforma n° 395 del 15 dicembre 1990 ha sancito lo scioglimento del Corpo degli Agenti di Custodia e la conseguente istituzione del Corpo di Polizia Penitenziaria. Santo patrono del Corpo stesso è Basilide di Alessandria, un militare romano addetto al servizio nelle carceri, venerato come Santo sia dalla Chiesa Cattolica sia da quella Ortodossa, il cui sepolcro è visitabile presso il Santuario di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso a Milano.
La natura sportiva di questo sito porta il vostro cronista a spostare il discorso sulle Fiamme Azzurre, Gruppo Sportivo composto da atleti appartenenti al Corpo, istituito con Decreto Ministeriale del 25 luglio 1983 e con sezioni nei seguenti sport: atletica leggera, canoa, ciclismo, judo, lotta, nuoto, sollevamento pesi, pattinaggio a rotelle, pentathlon moderno, pugilato, scherma, sport equestri, sport del ghiaccio, sport invernali, tennis da tavolo, tiro a volo, tiro con l’arco, triathlon, danza sportiva e vela, oltre alle sezioni giovanili di atletica, judo, pugilato e scuola calcio dell’Astrea, squadra fondata nel 1948, attualmente in Eccellenza, con esperienze nel campionato di C2, che prende il nome dalla dea della Giustizia.
Il 12 luglio 2007 è una data importante per la Polizia Penitenziaria perché è stato sottoscritto un protocollo d’intesa che per la prima volta ha sancito la collaborazione di un gruppo sportivo, espressione delle Forze Armate e dei Corpi di Polizia ad ordinamento civile e militare a favore dello sport per atleti diversamente abili, fino alla loro definitiva assunzione nel Corpo ed è stata regolamentata la procedura di un apposito reclutamento riservato agli atleti normodotati per titoli sportivi grazie al Decreto del Presidente della Repubblica del 30.4.2002 n° 132.
La prima partecipazione delle Fiamme Azzurre risale ai Giochi Olimpici di Seul del 1988, con il primo podio olimpico centrato dall’atleta romano Roberto Bomprezzi, medaglia di bronzo nella prova a squadra del pentathlon moderno, disciplina nata su iniziativa del Barone Pierre de Coubertin, fondatore delle Olimpiadi Moderne, il quale intese riflettere le abilità che i soldati di cavalleria del XIX secolo dovevano possedere e perfezionare in materia di scherma, nuoto, equitazione (di particolare difficoltà in quanto cavaliere e cavallo non si conoscono se non nei minuti che immediatamente precedono la prova) , tiro a segno con la pistola e corsa. Fino al 1996 le prove si svolgevano in 5 giorni, poi sono state racchiuse in un “one day competition”, con l’aggiunta che le prove di corsa e tiro sono state raggruppate nella “laser run”. Il debutto nelle Olimpiadi Invernali è avvenuto a Torino nel 2006 con il bobista Omar Sacco, casertano di nascita e viterbese di adozione, e la pattinatrice Carolina Kostner, campionessa mondiale nel 2012 e 5 volte campionessa europea. Da ultimo le Fiamme Azzurre hanno centrato 4 medaglie alle Olimpiadi di Parigi del 2024, con la bergamasca Chiara Consonni, oro in coppia nella Madison, (specialità del ciclismo su pista, nata appunto al Madison Square Garden di New York, in cui due ciclisti per squadra si alternano mediante un cambio lanciato con spinta mano contro mano, accumulando punti negli sprint intermedi ogni 10 giri con la coppia che completa più giri – in caso di doppiaggio delle altre squadre – o ottiene più punti dichiarata vincitrice), con la trentina Nadia Batocletti, argento nei 5000 metri di atletica leggera, con il veneziano Francesco Lamon, medaglia di bronzo nel ciclismo su pista nell’inseguimento a squadre (prova in cui due squadre formate da quattro ciclisti ciascuna si sfidano partendo da due punti diametralmente opposti sui rettilinei della pista con la vittoria della squadra che per prima raggiunge l’avversaria o, ipotesi molto più ricorrente, che copre la distanza di 4 km nel minor tempo) ed il torinese Giorgio Malan (campione d’Europa in tutte le quattro categorie, under 17, under 19, juniores e senior), anch’egli medaglia di bronzo nel pentathlon moderno, come a chiudere il cerchio con la prima medaglia olimpica della storia delle Fiamme Azzurre.
La presenza di gruppi sportivi nelle Forze Armate, nei Corpi militari e nelle Forze di Polizia è una costante in Italia tanto che in pratica ogni altro Corpo ne dispone, Centro Sportivo Esercito, Centro Sportivo Aeronautica Militare, i Centri sportivi agonistici della Marina Militare, il Centro Sportivo Carabinieri, i Gruppi Sportivi Fiamme Gialle (Guardia di Finanza), Fiamme Oro (Polizia di Stato), Fiamme Rosse (Vigili del Fuoco) e Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa.
Anche nell’Europa orientale vi erano squadre di vari sport nelle quali potevano militare solo atleti accomunati da una professione (Lokomotiv o Rapid nel caso di ferrovieri), dall’appartenenza alla Polizia (Dinamo) o all’Esercito (CSKA – acronimo di Central’ny Sportivny Klub Armii ossia Club Sportivo Centrale dell’Esercito) oppure come il Dukla Praga, fondato nel 1947 come squadra ufficiale dell’allora esercito cecoslovacco, che prese il nome dal passo di Dukla, teatro di una battaglia della seconda guerra mondiale nella quale l’esercito sovietico – cecoslovacco liberò la Slovacchia dall’occupazione nazista, il Legia Varsavia, nato nel 1916 come squadra dell’esercito polacco durante il 1° conflitto mondiale e la Steaua Bucarest, fondata nel 1947 da ufficiali della Casa Reale rumena. Tuttavia tale prerogativa è andata via via scemando, visto che la caduta del Muro di Berlino del 9 novembre 1989 ha aperto la strada al professionismo – abolendo di fatto la figura del “dilettante di Stato” – e con essa la possibilità di avvalersi di atleti stranieri per questo tipo di club che hanno potuto comunque conservare la denominazione, fatta eccezione per il CSKA Pamir Dushambe (Tagikistan) e il CSKA Kiev (Ucraina) che hanno mantenuto la tradizione di affiliazione militare.
Vi sono casi di gruppi sportivi militari o di forze di Polizia anche in altre nazioni come la Germania (Polizei Sport Vereine – acronimo PSV), sistemi di sostegno centralizzato dell’esercito in collaborazione con le federazioni sportive nazionali sul modello svizzero, l’Armata Belga (Armeè Belge in vallone, Belgische Leger secondo la dicitura fiamminga), il modello olandese (Defensie Topsport), quello danese (Forsvaret) distinto fra Esercito (Haeren), Marina (Sovaernet) e Aeronautica (Flyvevabnet), in Finlandia l’Urheilukoulu, gruppo sportivo all’interno della Brigata Jaeger; in Portogallo vi sono gruppi sportivi per Exercito, Marinha e Forca Aerea, in Slovacchia ci sono il Dukla Banska Bystrica, principale centro sportivo militare dell’esercito, e lo SKP Bratislava (Sportovi Klub Policie), espressione del Corpo di polizia nazionale, il modello turco è rappresentato dal TSK (Turk Silahi Kuvvetleri), polo sportivo delle Forze Armate, fino al Bataillon de Joinville, centro di circa 4000 abitanti nella Francia nord-orientale, segnatamente nella regione del Grand Est, dipartimento dell’Alta Marna, che raggruppa gli atleti che militano nella Police Nationale e nella Gendarmerie Nationale.
La presenza di un gruppo sportivo porta ulteriore visibilità e prestigio ad un Corpo, consente agli atleti di praticare sport ad alti livelli e di continuare a far parte del Corpo stesso nei quadri tecnici a carriera esaurita, allo scopo di aiutare a costruire il percorso di atleti che ne possano ripetere le gesta e magari migliorarle.
Pasquale Di Mattia
Redazione PassioneSport.tv