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CIA FRANCO IANICH VINCERAI ANCHE NEL CAMPO BLU DEI CIELI. UN CAMPIONE UN AMICO PER SEMPRE

Ciao Franco Ianich, caro amico mio, sei stato un campione con la C maiuscola. Da bimbo ti giocavo a figurine Panini, ho avuto la fortuna di crescere con i miti del calcio del 60. Poi ho avuto l’onore di conoscerti e di frequentarti da amico e da giornalista, di condividere con te progetti e sogni. Ti ricorderò sempre come un grande personaggio capace di non essere mai scontato, sempre chiaro e schietto. Inieme alll’intera redazione scegliamo di salutarti, come avresti voluto tu, con una battuta ed un bel sorriso ti regaliamo un prolungato applauso. Una standing ovation che meriti fino all’infinito. Da ieri sei tornato in campo, sei andato a giocarti la partita nel campo Blu dei cieli. Lo farai come sempre hai fatto nella tua splendida carriera, con lealtà, dedizione e massimo agonismo.Tornerai, da protagonista, a calpestare i piedi degli attaccanti che rincrocerai. Quando rincontrerai il Dott. Boniperti gli ricorderai di quella prima partita. Da giovincello ti presentasti con reverenza, sotto il tunnel di un Bologna-Juventus, quasi a chiedergli grazia, per poi aspettarlo al primo tentativo di tunnel e stenderlo a terra senza devozione. Quando lo raccontavi ridevi come un bimbo innamorato del suo gioco. Sei stato sempre incisivo, un difensore che ha fatto la differenza. Da buon capitano, nel campo blu, tornerai a combattere per i diritti personali e dei tuoi compagni. Rifarai tremare quei presidenti che ti stavano aspettando per ridiscutere rimborsi, premi e contratti. Lasciasti un segno indelebile anche da dirigente. Hai scelto sempre sfide difficili, di vincere uno scudetto contro l’Inter di Herrera padrona del sessanta, di vestire l’azzurro nelle momorabili disfatte con Corea e Cile. Anche quella maglia della Nazione raccontavi con il sorriso. La indossasti per la prima volta ai mondiali del 62, perdendo contro il Cile, per metterla l’ultima volta in Inghilterra, nel mondiale del 66, perdendo contro un’anonima Corea. Da dirigente hai lasciato il segno, due “difficili” bianco-azzurri quelli del Napoli del primo Ferlaino e quelli della Lazio dei sogni. Hai scoperto campioni hai lanciato allenatori, hai sempre dato tutto te stesso affinchè questo magico gioco rimanesse un bella sfida, da affrontare con spensieratezza e sorriso. Dicevi sempre di ringraziare il Divino, per averti scelto, per averti permesso di essere pronto a raccogliere quel sogno. Il sogno di tanti che si avvera per pochi… Sei stato vivo nelle pagine del mio primo libro e come promesso sarai per me il riferimento del secondo, al quale come volevi regaleremo un titolo degno dei contenuti… Pierluigi Grande
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