13
Mag

A Palazzo Modello Fiume (Rjieka) è andato in scena il 10° evento libro I Codici della Vittoria: “tutti insieme per la vita…”

ANDREA CARNEVALE 07Estratto integrale del giornale “La Voce del Popolo” di Fiume.
http://www.editfiume.com/lavoce/sport/2079-i-codici-della-vittoria-non-soltanto-sportiva

FIUME|”Cadere, ma sapersi rialzare” è il pensiero, il filo conduttore del libro scritto a quattro mani dal giornalista Pierluigi Grande e da Andrea Carnevale, ex calciatore e oggi dirigente all’Udinese, in cui ha giocato al fianco di Zico, nonché protagonista in prima persona, con Maradona, del primo scudetto del Napoli.
Non è stata la classica presentazione di un volume, ma una mattinata intrisa di significati ed emozioni, trasmesse da sportivi di altissimo livello, di ieri e di oggi, ai ragazzi delle scuole fiumane. “I codici della vittoria” è un progetto, come spiega Grande, nato per caso come idea di un”raccontatore di sport” e dalla storia straordinaria di un calciatore. Il 17 maggio 1987 Carnevale segnò il gol della vita, quello dello scudetto partenopeo, il coronamento di un sogno. “A dieci anni, abbracciando un pallone di calcio, ho sognato di diventare calciatore in Serie A e quella rete segnata è stata il sogno che si è avverato”. Le vicende sportive di Carnevale, come di ogni altro atleta, sono state all’insegna di momenti più e meno belli, ma per lui c’è stata una punizione pesantissima, per presunta assunzione di sostanze dopanti, che lo ha visto escluso per un anno dalle competizioni. Nel libro vengono narrati anche questi momenti, ma Carnevale, nella sua storia raccontata assieme a Grande, ci sono altri personaggi, altri sportivi. Oltre venti pagine, infatti, sono state dedicate a un fiumano, al pallanotista David Burburan, che ha contribuito, tra l’altro, a far venire a Fiume gli autori assieme a una nutrita rappresentanza di personalità di profili diversi, tutti a sostegno delle importanti iniziative di Telethon, per aiutare le ricerche sulle malattie genetiche rare, quelle di cui le istituzioni non riescono a occuparsi fino in fondo.
L’iniziativa di Carnevale e Grande ha così varcato il confine per essere proposta a Fiume, dove tra breve potrebbe diffondersi in croato. Infatti, la casa editrice Edit dovrebbe provvedere alla traduzione e alla stampa del libro “I codici della vittoria” in lingua croata. Intanto, a parlare in italiano ieri sono stati, oltre a Burburan, campioni come Samir Barać, Aramis Naglić e Zdravko Ćiro Kovačić, altri esempi di attaccamento ai valori dello sport, ognuno con dei messaggi importanti, possiamo dire, universali. “Anche i più sfortunati possono farcela”, è uno dei messaggi di Carnevale in riferimento al suo sogno realizzato con il gol per lo storico traguardo del Napoli.
Barać il suo sogno lo ha realizzato poco più di un anno fa, a Londra. “Fin da bambino sognavo di vincere l’oro alle Olimpiadi. Ce l’ho fatta a 38 anni. Prima di quel momento, però, ci ho pensato tutti i giorni, ininterrottamente”. Nel lungo inseguimento al sogno olimpico, ci sono stati vari titoli nazionali, europei e mondiali, grazie all’indispensabile sostegno della famiglia, così come è stato per Burburan e per Naglić, che tra tanti trofei si è regalato, o guadagnato, un argento alle Olimpiadi del ’92 a Barcellona. Egli ha voluto citare le parole di un allenatore: “Quando sei in basso guarda in alto, ma quando sei in alto guarda giù”. Dalle raccomandazioni di un gigante del basket, che ha giocato contro mostri sacri come Jordan e Magic, per non elencare l’intero Dream Team americano, passiamo al pensiero di Ćiro Kovačić, classe 1925, che ama definirsi “sportivo dell’altro ieri”, uno che non perde l’occasione per scherzare: “Ho partecipato a tre Olimpiadi in cui ho vinto due medaglie d’argento. Barać, invece, già a 38 anni ha vinto l’oro. Ciò che ti lascia lo sport, oltre all’agonismo che si ferma al termine dell’evento sportivo, rimane l’amicizia che dura tutta la vita”.
La vita è fatta anche di errori. Carnevale confessa di non essere stato bravo a scuola, ma allo stesso tempo raccomanda ai ragazzi di oggi di pensare in primo luogo allo studio, pur continuando a credere nei propri ideali. Ne sa qualcosa Dolores Močinić, mamma di Ivan, centrocampista del Rijeka, figlio d’arte. “Ha saputo far conciliare lo studio con il calcio, ma quest’ultimo rimane il suo grande amore”.
L’iniziativa è stata salutata dal console generale d’Italia a Fiume, Renato Cianfarani, e da Agnese Superina come padrona di casa, presidente della Comunità degli Italiani. Affascinata dalla sede della CI e commossa dal calore del pubblico, è intervenuta Maruska Face, coordinatrice provinciale di Telethon a Latina, nonché il sindaco di Forni di Sopra (Udine), Fabio Colombo.

Lucio Vidotto

Tag:

There are no comments yet

Why not be the first

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.