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Mag

Nba, Lakers: ecco il piano di Magic per il rilancio

La Los Angeles gialloviola deve tornare tra le grandi e ha un patrimonio come la seconda scelta al prossimo draft, uno dei più talentuosi degli ultimi anni. Ecco come il neo presidente, aiutato dal gm Pelinka, pensa di ricostruire

Per il terzo anno consecutivo i Lakers, dopo una regolar season orribile, vengono salvati dal draft. I gialloviola non hanno preso la prima scelta assoluta, ma hanno pescato con la numero due la chiamata di cui avevano bisogno disperatamente. Va ricordato che, conseguenza dello scambio Nash, una scelta non fra le prime tre sarebbe diventata di Philadelphia. Il sorriso di Magic in un draft che sa molto Anni Ottanta (in ordine Boston, Lakers e Sixers) la dice lunga sul pericolo scampato e la strada verso la ricostruzione sembra essere più facile.
STELLE A HOLLYWOOD — Il gm Rob Pelinka e Magic Johnson, da febbraio massimo dirigente Lakers, hanno sempre dichiarato di avere le idee chiare e la prima mossa sarà portare sulle spiagge dorate del Pacifico un giocatore di prima grandezza, un All-Star. Necessità prioritaria sia dal punto di vista tecnico che da quello commerciale in una città unica che ha bisogno di vedere le stelle sul palcoscenico e mal sopporta la sconfitta e la mancanza di spettacolo. Spectrum Tv ad esempio, che nel 2012 ha firmato un contratto da 3 miliardi di dollari per 20 anni per trasmettere le partite dei Lakers, ha un bisogno assoluto di vendere un prodotto interessante per rilanciare gli ascolti, al minimo di sempre.
LA FREE AGENCY — Magic, da manager esperto e navigato, ha messo le mani avanti scegliendo il profilo basso per non illudere nessuno a differenza della gestione precedente “Quello che cercheremo di fare – ha raccontato pochi giorni fa – è tenere lo spazio salariale disponibile questa estate (al momento circa 22 milioni) per potere entrare in maniera aggressiva nel mercato del 2018”. E’ una mezza verità, perché i Lakers saranno subito attivissimi sul mercato cercando di arrivare via trade a quei giocatori di qualità che la piazza reclama. Allo stesso tempo sono pochissime le possibilità che uno dei grandi free agent liberi a giugno (Steph Curry, Kevin Durant e Chris Paul non si muoveranno; Gordon Hayward andrà in una realtà vincente se lascerà Utah) possa vestire gialloviola, con le uniche speranze riposte in Blake Griffin. Il sogno sarebbe Paul George, free agent nel 2018 ma interessato da subito ai Lakers, così come Jimmy Butler.
CHI PRENDERE ALLA DUE — La seconda scelta è un patrimonio in un draft come quello del 22 giugno, che per talento viene definito uno dei più profondi degli ultimi 10 anni. I Lakers devono prima di tutto decidere se tenere la chiamata o usarla per arrivare ad una superstar. Dovessero tenerla, chi chiameranno? Tutti gli indizi portano a Lonzo Ball, ragazzo prodigio di casa (Chino Hills e UCLA) dal talento luccicante (e un padre ingombrante) in cui Magic si rivede. Markelle Fultz, probabilmente il giocatore più forte, a quel punto non sarà disponibile, mentre le candidature di Josh Jakson e D’Aaron Fox sembrano in secondo piano. E’ maggio e tanto può cambiare. Il capitolo mercato è il più interessate. Due obbiettivi sulla lavagna: liberarsi di uno dei pesantissimi contratti di Deng e Mozgov (dura) e sacrificare qualche pezzo per migliorare la squadra. Clarkson e Randle rientrano in questa lista, da cui sono invece esclusi Russell e Ingram, su cui c’è molta fiducia. La cosa certa è che nessuno verrà svenduto a questo punto quando le carte sul tavolo e gli asset disponibili sono tanti. Per Jeanie Buss, e, soprattutto Magic e Pelinka nuovi a questi compiti, l’estate sarà il primo banco di prova. Los Angeles è stufa di aspettare.
 Zeno Pisani

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