16
Giu

Editoriale “L’Europeo della Pace…” di Pierluigi Grande.

Europeo Calcio rubrica.

“L’Italia c’è! Risponde con carattere al goal veloce dell’Albania”.

Vola Italia Vola! La prima degli undici di Spalletti l’ho vista in uno dei tanti campi che appello come “le fabbriche dei sogni…”.

Era terminato da poco un torneo di calcio di bimbi di dieci e undici anni. Era stato bello vederli correre contenti dietro quel magico pallone, ognuno con indosso la maglia del proprio destino. Ognuno di loro rincorrendo il proprio sogno.

Chi al ritmo di “ginga”, sfoderando qualche colpo del famoso calcio primitivo brasiliano, per tradire le indicazioni del proprio trainer; chi per imporre la propria forza agonistica; chi ancora alla ricerca della propria autostima, per riuscire un giorno a esprimersi al meglio; chi per la gioia del proprio papà; chi sperando nei minuti necessari per poter dimostrare di valere e chi solo per correre con gioia condividendo in squadra. Tutti uniti dalla stessa passione della magica “pelota”.

Dopo, tutt’insieme, a tifare per gli Azzurri, sperando nel debutto vincente.

Si sarebbero seduti davanti ad un panino…chi con un velo di tristezza per non aver soddisfatto l’aspettativa di qualche grande: genitore, dirigente o mister che sia. Qualcuno di quei grandi che potrebbero plasmargli inconsapevolmente il futuro, nel bene o nel male, a proprio piacimento e purtroppo, spesso, secondo i propri egoismi. Avrebbero gioito o sofferto per i loro beniamini..per i loro Azzurri gridando “Vola Italia Vola!”.

Qualcuno di loro diventerà ingegnere, qualcuno maestro, qualcuno scienziato, forse uno o due continueranno a correre dietro quel pallone, ma tutti usciranno dal circo calcistico formati per la vita grazie allo sport. Grazie a quei sorrisi e a quelle lacrime, grazie ai successi e alle sconfitte, grazie alle ingiustizie o alle gioie.

Si accende d’incanto la luce di quel campo lontano, prima l’emozione per “l’Italia s’è desta”, poi il fulmine Albania, che in soli ventitré secondi mina il sogno Azzurro. Errore della difesa, goal del vantaggio e nuovo record per la rete più veloce.

Affiorano i dubbi, ripercorreranno le orme dei grandi della storia epica, degli azzurri di Pozzo, Bearzot, Valcareggi, Lippi e Mancini o saranno appellati come i figli delle nazionali incompiute di Sacchi e Zoff, di quelle che sfiorarono l’impresa.

Bastava poco per comprendere che il “toscanaccio” Spalletti ci aveva messo del suo proprio nel segno dell’Italia s’è desta…

L’Italia non si abbatteva, il carattere c’era. Di Marco e Donnarumma non cadevano sotto i colpi di quello sbaglio, utilizzandolo come energia per l’immediato riscatto.

Possesso sicuro fatto di fraseggi e belle azioni. Quasi un’armonia musicale a dettarne i tempi. L’Italia c’era! Era pronta a volare…

I bimbi, uno ad uno, si allontanavano, tornavano a correre liberi su quel manto verde che li aveva visti attori solo qualche istante prima. Con compagni e avversari correvano disegnando figure, in un simbolico terzo tempo, liberi finalmente di esprimere la propria arte fatta di “ginga” e altruismo, fatta di gioiosi calci ad un pallone. Tornava il sorriso a tutti!

L’Italia volava! Prima il pareggio con un salto imperiale di Bastoni e poi il colpo di classe di un grande Barella. Proprio lui, fermo da giorni per un infortunio, firmava la vittoria e risultava il migliore tra i ventidue. Forse un po’ di riposo gli aveva fatto bene. La conferma che non sono macchine.

L’Albania non tornava, se non per qualche naturale contrattacco. L’Italia si specchiava nel suo bel possesso, il 77% del tempo la palla sarebbe stata tra i piedi Azzurri. Arrivava la Vittoria dell’”Italia s’e’ desta” con obbligo di conferma, anche se già dimostrava di avere personalità e spensieratezza.

Al termine il buon “toscano”mandava messaggi trasversali “E’ bello piacersi. Ma attenzione! Spesso è meglio essere brutti e cinici…”.

Il messaggio è arrivato. Del resto l’inizio ha incorniciato la forza dei tedeschi, la bellezza della Svizzera e il predominio spagnolo sulla poetica ma antica Croazia.

I bimbi felici e sudati esultavano pronti per un’altra corsa tra competizioni e corse libere sempre all’insegna dell’”Italia s’e’ desta” e del sogno Azzurro…

Vola Italia Vola!.

Pierluigi Grande

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